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Era una notte d’autunno, solo la calma di un tratto autostradale, un confronto riflessivo prese il sopravvento… tra gli occupanti dell’auto si prendeva atto del meraviglioso universo che si nasconde dietro la parola Ballo:
Il ballo è cultura, è arte, è conoscenza, è linguaggio corporeo, è espressività, è carattere e dietro ad ogni di queste parole c’è un ulteriore universo.
Purtroppo aprendo gli occhi ci siamo resi conto che nella realtà il concetto di ballo è molto distorto:
Per molti il ballo è solo coreografia di figure senz’anima, per altri un passatempo alla moda, per altri ancore un modo concreto per apparire, ma il ballo ha un dna molto più nobile, il ballo è nato dal movimento del popolo, come espressione e comunicazione, sia esso nato nella tribù africana o nel quartiere del Bronx piuttosto che l’Havana o Buenos Aires.
Solo con una solida cultura di ballo sociale ha senso parlare di competizione e danza sportiva.
Il Ballo è anche un veicolo per conoscere altre culture, una guida verso linguaggi ormai perduti nel tempo, un’occasione che ci aiuta a recuperare la comunicativa del movimento e l’espressività del nostro corpo che troppo spesso dimentichiamo “chiuso” nei grigi panni della tecnica e soprattutto il ballo da la possibilità di conoscere altre persone di razza ed estrazione completamente diverse, fornendoci una reale crescita interiore: “da ogni persone che conosciamo nel nostro vivere ci sarà qualcosa da imparare”. Le persone devono, in sostanza, tornare a ballare con intelligenza, non come delle marionette, ogni persona deve pensare con la propria testa senza doversi necessariamente allineare ad un pensiero dominante, ognuno di noi deve avere il proprio pensiero, che deve essere “autentico” senza avere la necessita’ o la paura di accontentare o scontentare nessuno.
Da quel confronto riflessivo, dalla grande passione che ci anima, dalla volontà di diffondere il “giusto” concetto di Ballo, che, in quella notte d’autunno, e in tante notti successive, è nato il progetto CHANGO’.
Luigi
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